Window Lake

2014 - 2015

Luxury home in southern Switzerland - www.windowlake.ch

Lugano Aldesago

Il fondo in questione è composto da quattro mappali ubicati in località Vignascia sul Monte Brè di Lugano.
Gli stessi si trovano nella zona R2a del Piano Regolatore di Lugano – Sezione Brè e confinano con il bosco sui lati sud-ovest.

Oltre alla straordinaria situazione paesaggistica del sito e alla particolare conformazione del terreno, un altro aspetto che ha fortemente influenzato il progetto è senza dubbio la presenza quasi impercettibile di casa Cattaneo.
Essa fu realizzata negli anni 1974-76 dall’architetto ticinese Franco Ponti (1921-1984), il quale seppe interpretare e tradurre gli ideali filosofici dell’unione dell’uomo con la natura dell’architetto americano Frank LIoyd Wright (1867-1959), la cui opera prese il nome di “architettura organica”.

Alcuni riferimenti all’architettura organica su cui il progetto si basa, sono ad esempio l’importanza della geometria elementare (come il quadrato) nell’elaborazione architettonica, intesa come trama ordinatrice del disegno di pianta e la presenza del muro massiccio, in pietra, inteso come volume poderoso per radicare la “casa dell’uomo” alla terra e ancorarla alla natura. Oppure, come trovare una continuità spaziale tra i diversi spazi interni, tra quest’ultimi e l’esterno e la natura circostante, con l’ausilio di strumenti architettonici, quali lamine in sasso che appartengono all’interno e all’esterno, o spioventi in aggetto, quali elementi di transizione o di filtro tra un luogo aperto ed un luogo chiuso.

L’impianto urbanistico proposto tiene conto delle peculiarità del luogo sopra descritte, adagiando l’edificio a gradoni secondo la naturale conformazione del terreno e scandendone i volumi con cambiamenti di livello, secondo i profili trasversali e longitudinali (est-ovest e nord-sud). In particolare, si prevedono quattro case, ciascuna delle quali organizzata su due livelli (zona notte e zona giorno) e servita da un unico corpo scale centrale (lift), direttamente accessibile dall’autorimessa comune.
La zona giorno delle due case situate più a valle è arretrata di ml. 6.00 rispetto alla facciata ovest. Ragione per la quale usufruisce di un’ampia terrazza a cielo aperto soprastante il blocco della zona notte.
In senso longitudinale e da un punto di vista volumetrico, le due abitazioni sono slegate tra loro per il tramite di una vasca verde e di un dislivello pari a mezzo piano.
Le altre due unità abitative si trovano invece nella parte più alta del fondo. Si compongono di due livelli sovrapposti e sono divise, nonché raggiungibili, dal corpo scale principale. Come le altre due abitazioni, sono anch’esse slegate tra loro grazie all’utilizzo degli stessi criteri architettonici.

Nonostante che il complesso edilizio sia stato volutamente frammentato, l’insieme conserva un’omogeneità morfologica e coerenza architettonica, dove i singoli volumi edilizi si saldano tra loro nella continuità dei muri in pietra, o del verde lussureggiante.
Le pareti in sasso, sono corpi ad U che emergono, alle cui sommità, delle piante ornamentali sono garanti di una certa riservatezza e privacy tra gli spazi esterni delle diverse abitazioni.

Gli accessi veicolari e pedonali sono garantiti dalla strada privata esistente.

PRINCIPI ARCHITETTONICI

Le considerazioni sopraelencate, unitamente alle norme di attuazione del Piano Regolatore e ai requisiti relativi all’ottenimento del certificato Minergie-P, hanno fortemente influenzato le scelte progettuali per quanto riguarda l’aspetto puramente architettonico.

L’edificio si sviluppa su quattro livelli abitativi e si adagia sul terreno seguendo l’andamento terrazzato dello stesso. Ne consegue, che i tre livelli più bassi risultano pressoché seminterrati, assimilandosi alla natura circostante. Gli stessi, sono caratterizzati e definiti da muri di testa rivestiti in pietra situati nelle zone più basse del terreno (nord-ovest), simili a muri di sostegno o a massicci contrafforti su cui si appoggiano solette in calcestruzzo facciavista aggettanti verso valle.

Le solette di copertura in aggetto costituiscono l’elemento architettonico che permette la protezione dei serramenti agli agenti atmosferici, la relazione tra lo spazio interno e quello esterno (filtro) e un riparo visivo tra le terrazze a cielo aperto. Per questo ultimo punto, si è inoltre reso necessario arretrare il parapetto di vetro rispetto al prospetto principale, cosicché da impedirne l’affaccio diretto sulla terrazza sottostante. Tale soluzione permette inoltre di inverdire le parti di soletta in aggetto, confondendo con l’ambiente l’edificio e creando un’ulteriore zona di filtro tra un luogo aperto e l’altro.

L’unico corpo edilizio emergente a livello volumetrico e realizzato interamente in calcestruzzo facciavista è l’ultimo piano del complesso residenziale, vale a dire la zona notte delle due case situate nella parte più alta del fondo, posta a sbalzo rispetto alle vetrate dei soggiorni sottostanti.

Gli spazi primari (soggiorno e camere) si trovano sul fronte più importante dell’edificio, sono orientati a sud-ovest e godono di un panorama assolutamente esclusivo. Ragione per la quale la facciata principale si presenta completamente trasparente, grazie all’utilizzo di finestre scorrevoli senza telaio a filo pavimento del tipo SKY-FRAME, altamente performanti da un punto di vista energetico.
Mentre, gli spazi secondari (servizi, cucine, lavanderie) sono di principio posizionati contro montagna, ma tuttavia ventilati meccanicamente come per tutti gli altri locali abitabili, ritenuto che lo standard Minergie-P prevede un impianto di ventilazione per il ricambio dell’aria interna.

Sono inoltre previste quattro cantine, una lavanderia comune, il locale tecnico e due piscine interne (una per ogni due case) nella parte contro montagna, direttamente accessibili dal corpo scale principale.

Window Lake

2014 - 2015

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Lugano Aldesago

Il fondo in questione è composto da quattro mappali ubicati in località Vignascia sul Monte Brè di Lugano.
Gli stessi si trovano nella zona R2a del Piano Regolatore di Lugano – Sezione Brè e confinano con il bosco sui lati sud-ovest.

Oltre alla straordinaria situazione paesaggistica del sito e alla particolare conformazione del terreno, un altro aspetto che ha fortemente influenzato il progetto è senza dubbio la presenza quasi impercettibile di casa Cattaneo.
Essa fu realizzata negli anni 1974-76 dall’architetto ticinese Franco Ponti (1921-1984), il quale seppe interpretare e tradurre gli ideali filosofici dell’unione dell’uomo con la natura dell’architetto americano Frank LIoyd Wright (1867-1959), la cui opera prese il nome di “architettura organica”.

Alcuni riferimenti all’architettura organica su cui il progetto si basa, sono ad esempio l’importanza della geometria elementare (come il quadrato) nell’elaborazione architettonica, intesa come trama ordinatrice del disegno di pianta e la presenza del muro massiccio, in pietra, inteso come volume poderoso per radicare la “casa dell’uomo” alla terra e ancorarla alla natura. Oppure, come trovare una continuità spaziale tra i diversi spazi interni, tra quest’ultimi e l’esterno e la natura circostante, con l’ausilio di strumenti architettonici, quali lamine in sasso che appartengono all’interno e all’esterno, o spioventi in aggetto, quali elementi di transizione o di filtro tra un luogo aperto ed un luogo chiuso.

L’impianto urbanistico proposto tiene conto delle peculiarità del luogo sopra descritte, adagiando l’edificio a gradoni secondo la naturale conformazione del terreno e scandendone i volumi con cambiamenti di livello, secondo i profili trasversali e longitudinali (est-ovest e nord-sud). In particolare, si prevedono quattro case, ciascuna delle quali organizzata su due livelli (zona notte e zona giorno) e servita da un unico corpo scale centrale (lift), direttamente accessibile dall’autorimessa comune.
La zona giorno delle due case situate più a valle è arretrata di ml. 6.00 rispetto alla facciata ovest. Ragione per la quale usufruisce di un’ampia terrazza a cielo aperto soprastante il blocco della zona notte.
In senso longitudinale e da un punto di vista volumetrico, le due abitazioni sono slegate tra loro per il tramite di una vasca verde e di un dislivello pari a mezzo piano.
Le altre due unità abitative si trovano invece nella parte più alta del fondo. Si compongono di due livelli sovrapposti e sono divise, nonché raggiungibili, dal corpo scale principale. Come le altre due abitazioni, sono anch’esse slegate tra loro grazie all’utilizzo degli stessi criteri architettonici.

Nonostante che il complesso edilizio sia stato volutamente frammentato, l’insieme conserva un’omogeneità morfologica e coerenza architettonica, dove i singoli volumi edilizi si saldano tra loro nella continuità dei muri in pietra, o del verde lussureggiante.
Le pareti in sasso, sono corpi ad U che emergono, alle cui sommità, delle piante ornamentali sono garanti di una certa riservatezza e privacy tra gli spazi esterni delle diverse abitazioni.

Gli accessi veicolari e pedonali sono garantiti dalla strada privata esistente.

PRINCIPI ARCHITETTONICI

Le considerazioni sopraelencate, unitamente alle norme di attuazione del Piano Regolatore e ai requisiti relativi all’ottenimento del certificato Minergie-P, hanno fortemente influenzato le scelte progettuali per quanto riguarda l’aspetto puramente architettonico.

L’edificio si sviluppa su quattro livelli abitativi e si adagia sul terreno seguendo l’andamento terrazzato dello stesso. Ne consegue, che i tre livelli più bassi risultano pressoché seminterrati, assimilandosi alla natura circostante. Gli stessi, sono caratterizzati e definiti da muri di testa rivestiti in pietra situati nelle zone più basse del terreno (nord-ovest), simili a muri di sostegno o a massicci contrafforti su cui si appoggiano solette in calcestruzzo facciavista aggettanti verso valle.

Le solette di copertura in aggetto costituiscono l’elemento architettonico che permette la protezione dei serramenti agli agenti atmosferici, la relazione tra lo spazio interno e quello esterno (filtro) e un riparo visivo tra le terrazze a cielo aperto. Per questo ultimo punto, si è inoltre reso necessario arretrare il parapetto di vetro rispetto al prospetto principale, cosicché da impedirne l’affaccio diretto sulla terrazza sottostante. Tale soluzione permette inoltre di inverdire le parti di soletta in aggetto, confondendo con l’ambiente l’edificio e creando un’ulteriore zona di filtro tra un luogo aperto e l’altro.

L’unico corpo edilizio emergente a livello volumetrico e realizzato interamente in calcestruzzo facciavista è l’ultimo piano del complesso residenziale, vale a dire la zona notte delle due case situate nella parte più alta del fondo, posta a sbalzo rispetto alle vetrate dei soggiorni sottostanti.

Gli spazi primari (soggiorno e camere) si trovano sul fronte più importante dell’edificio, sono orientati a sud-ovest e godono di un panorama assolutamente esclusivo. Ragione per la quale la facciata principale si presenta completamente trasparente, grazie all’utilizzo di finestre scorrevoli senza telaio a filo pavimento del tipo SKY-FRAME, altamente performanti da un punto di vista energetico.
Mentre, gli spazi secondari (servizi, cucine, lavanderie) sono di principio posizionati contro montagna, ma tuttavia ventilati meccanicamente come per tutti gli altri locali abitabili, ritenuto che lo standard Minergie-P prevede un impianto di ventilazione per il ricambio dell’aria interna.

Sono inoltre previste quattro cantine, una lavanderia comune, il locale tecnico e due piscine interne (una per ogni due case) nella parte contro montagna, direttamente accessibili dal corpo scale principale.